Progetto Non Uno Di Meno
Associazione Amici del Fermi di Arona

Ogni persona ha un valore infinito e l’esperienza scolastica è un’occasione insostituibile per la crescita non solo culturale, ma anche umana dei giovani, il momento privilegiato in cui ciascuno elabora l’immagine di quello che vorrebbe diventare. Per questo l’Associazione Amici del Fermi si occupa di progetti filantropici destinati al contrasto della dispersione scolastica e del disagio giovanile che l’incorrere della pandemia ha alimentato assieme a nuove situazioni di fragilità.

Insicurezza sul presente e sul futuro, interruzione dei rapporti interpersonali, solitudine. Non sempre la Scuola riesce da sola nell’intento di prevenire e combattere queste situazioni autonomamente. A volte, è necessario costruire una rete a supporto delle Istituzioni: per questo nasce il progetto Non Uno di Meno. Attraverso i volontari ed un giovane team di psicologi, pedagogisti e professionisti del terzo settore si preoccupa di formare mentori che forniscano attività di tutoraggio agli studenti delle classi prime e seconde, il periodo in cui viene rilevato il maggior tasso di abbandono scolastico dal MIUR.

Qui di seguito le principali caratteristiche innovative dell’iniziativa che ha portato a ridurre al 2% il tasso della dispersione per quanto riguarda i nostri beneficiari diretti negli ultimi sei anni, ad incrementare e migliorare il rapporto con il mondo del volontariato tra i più giovani e a proporre un’alternativa educativa all’interno della comunità scolastica:

  • Integrazione e interazione: è previsto uno sviluppo integrato e un elevato livello di interazione tra: scuola ed extra-scuola; giovani e mondo della fragilità sociale; istituzioni pubbliche, terzo settore e mondo profit; professionisti e volontari. Oltre 400 famiglie coinvolte e altrettanti studenti con oltre un centinaio di volontari formati e un valore stimato di oltre tremila ore annue di studio assistito, affiancamento orientativo e supporto scolastico offerto ad ogni beneficiario.
  • Il “modello transitivo”: le competenze assimilate nel proprio percorso integrate con quelle acquisite durante la formazione curata dagli specialisti permettono ai giovani mentori di accumulare esperienza comunicativa nel rapporto con i giovani beneficiari delle classi prime che si confronteranno con un nuovo modello di scuola in cui la solidarietà è un valore aggiunto per distillare le proprie potenzialità.
  • Il rapporto con le famiglie: viene posta particolare attenzione alle dinamiche dedicate al dialogo con e tra gli elementi delle famiglie coinvolte, spesso non sufficientemente curate dall’istituzione scolastica per motivi di tempo e numeri come sottolineato già dalla relazione finale del primo triennio del Progetto Orientamento Piemonte della Regione.
  • La valorizzazione del protagonismo giovanile: i giovani sono qui protagonisti diretti, dall’ideazione alla realizzazione e motore di coinvolgimento di pari età superando il concetto prettamente legato all’educazione peer to peer e alle canoniche esperienze di volontariato.

Per informazioni: